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Dispersione scolastica:

Periferia urbana di Palermo: la scuola perno del territorio
 

   “Partendo dalla consapevolezza della forte correlazione tra basso livello di scolarità, dispersione scolastica, disagi emozionali e sociali, devianza e microcriminalità’, si è inteso organizzare una serie di interventi volti ad attuare un’azione di prevenzione e contenimento del malessere vissuto nel territorio su cui opera la D.D. Cruillas, attraverso una serie di incontri e attività rivolte agli alunni, ai genitori, agli insegnanti e a tutto il personale della scuola” .


Così recita la premessa che introduce le linee progettuali dell’intervento che la Direzione Didattica “CRUILLAS” – tra viale Michelangelo e Ospedale Cervello - ha promosso per intessere il proprio “ PROGETTO EDUCATIVO INTEGRATO DI TERRITORIO” coinvolgendo oltre i propri docenti e non docenti anche: la N. P. I; il Servizio Sociale; il Farmacista; la Chiesa; i Genitori; l’ Osservatorio locale; gli Alcoolisti Anonimi; il Centro Amazzone; L’associazione Rinasci e vola; i Medici di base.

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La convinzione che una reale presa in carico dei bisogni e una adeguata realizzazione degli interventi può scaturire solo da un’azione non isolata ma sinergica di più attori, ha determinato la scelta di fondo del Progetto: coinvolgere in un’azione coordinata tutti i Servizi e le Istituzioni gia presenti sul territorio che, a diverso titolo intervengono in un settore più o meno ampio della vita del bambino, che frequenta la scuola, e della sua famiglia.
Sola se tali Servizi riescono, sulla base di un Progetto comune, ad intervenire con specifici ma integrati interventi, può essere possibile farsi carico del “ bambino intero “ negli spazi e nei luoghi contemporanei di vita, attivando anche una relazione di aiuto nei confronti della sua famiglia che vive spesso in condizioni di disagio emozionale, socio-relazionale, economico, culturale, esistenziale.

Gli interventi sono stati realizzati attraverso una concertazione con i soggetti di cui sopra. In tale maniera sono stati tenuti sotto controllo i disagi già manifestatisi, con l’intreccio coordinato di interventi a livello medico-sanitario, psico-pedagogico, sociale e familiare; ed inoltre è stata garantita un’azione di prevenzione sulle situazioni di disagio attraverso un Progetto Educativo che ha come finalità lo star bene del bambino e dei genitori in tutti i loro contesti di vita, attraverso l’attivazione costante di un’ampia e integrata relazione di ascolto e di aiuto a livello affettivo-relazionale-comunicativa.
Scopo dell’intervento è stato quindi quello di ridurre il tasso dei disagi vissuti dal bambino e dalle famiglie; disagio che è espressione di un malessere determinato da molteplici cause, attraverso un’offerta formativa qualificata e diversificata che mira a far star bene ogni bambino e ogni adulto all’interno della famiglia, della scuola, del quartiere. Ogni soggetto adulto o bambino pone, infatti, una serie di problemi cui spesso vengono date soluzioni separate e pertanto certamente non confluenti in un unico Progetto Educativo. La Rete, dunque, consapevole della complessità della problematica educativa, ha ritenuto opportuno offrire uno spazio fisico e mentale affinché Famiglia-Scuola-Servizi siano coinvolti in un’azione formativa coordinata.
Le Istituzioni già presenti e operanti sul territorio dopo preliminari incontri tendenti alla costituzione di linguaggi comuni e condivisione di finalità e modalità di intervento, hanno organizzato una serie di incontri al fine di trattare argomenti quali
• Tossico-dipendenze: Alcool, droga, fumo
• Prevenzione: Tumori alla mammella, AIDS

La trattazione di tali argomenti è stata articolata secondo la seguente modalità:
1. Azione di informazione-formazione da parte degli operatori della Rete, ognuno nel proprio specifico settore, in setting seminariale, con gli insegnanti e il personale della scuola, al fine di consentire una successiva trattazione con gli alunni, dei vari argomenti, in una condizione di maggiore consapevolezza.
2. Interventi sugli alunni da parte degli insegnanti anche con il supporto della Rete.
3. Interventi assembleari e/o seminariali con i genitori anche attraverso conferenze / dibattiti.
4. Apertura di sportelli di ascolto nei locali della scuola.

Abbiamo chiesto al Dirigente Scolastico di Cruillas, Prof.ssa Margherita Busalacchi, che si è avvalsa oltre che dei propri docenti anche della psicopedagogista Patriza D’Angelo, un bilancio – punti forti e punti deboli - considerando altrèsì quali possono essere gli ulteriori interventi futuri.
Il dirigente ha dichiarato che “i risultati raggiunti sono stati molto interessanti. Gli alunni e i genitori hanno mostrato grande interesse per gli argomenti trattati e hanno partecipato attivamente agli incontri stimolando il dibattito con gli interlocutori esterni. I soggetti coinvolti nel progetto hanno operato con grande disponibilità e competenza riuscendo a rimuovere l’iniziale diffidenza e paura che, in genere, falsa i rapporti interpersonali.”

Altra iniziativa che ha interessato il territorio limitrofo, il C.E.P., ha visto protagonista la
scuola elementare “F. Crispi” che Martedì 7 maggio 2002 ha presentato il libro “DA C.E.P. . . . a S. Giovanni Apostolo”. In esso sono presentati testi, disegni, realizzati dagli alunni, e foto che documentano il cambiamento del quartiere in cui opera la scuola.
Ci dice il Dirigente Lucia Ruvituso: “Un decennio di impegno scolastico per favorire negli alunni lo sviluppo della formazione civica attraverso la conoscenza del proprio contesto socio economico e culturale. I testi e le illustrazioni, nella loro essenzialità, sono il risultato dell’attività tipica del pensiero infantile, capace di trasformare le situazioni quotidiane in realtà inedite ed efficaci ad attivare i processi di apprendimento attraverso l’immediatezza del coinvolgimento emotivo e la riflessione critica sulle esperienze che ci coinvolgono quotidianamente. “
Due situazioni attive in cui la scuola, quella militante, non quella dei semplici pensatori, produce cultura e consente a territori sempre meno degradati di fare in modo che il 23 maggio non sia stato soltanto un momento che è passato alla storia, ma soprattutto sia stato un giorno in cui si è preso maggiore coscienza che bisogna andare avanti a tutti i costi.

Nino Caracausi
 

    (Pubblicato sul n°1/2 Anno 19  Gennaio - Agosto 2002)

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