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Fare il punto sulle iniziative che collegano la scuola ai beni culturali:questo uno degli aspetti principali del convegno organizzato dall’Unità Operativa-Educazione Permanente dell’Assessorato regionale Beni Culturali e P.I. sul tema “Scuola e Museo”, al Museo archeologico di Palermo il 23-24 ottobre. Ma si è parlato anche di servizi aggiuntivi nei musei (aule didattiche, guide per le scuole ecc.) da affidare o meno ai privati;di materiale divulgativo specifico per la scuola;di musei e artigianato per le scuole ed altro. Ma la questione di fondo è rimasta insoluta ovvero capire quali iniziative intendono portare avanti gli enti locali in prospettiva, segnatamente la Regione, i Comuni e le Province (in tema di devolution), di concorso con la scuola, per fare del territorio reale strumento di didattica e di studio. |
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Il convegno nello specifico partiva dalla verifica delle iniziative promosse negli anni dall’Assessorato con i progetti di educazione permanente “Scuola-Museo”, e si arricchiva delle recenti iniziative quali il concorso “Conosci il tuo museo”e “Il dialetto nella scuola”. Al convegno hanno partecipato come relatori esperti del Centro Nazionale per la Didattica Museale dell’Università di Romatre, il prof…Laneve dell’Università di Bari, lo stesso assessore regionale ai Beni Culturali, Granata, insegnanti e direttori di musei siciliani.
Via via il dibattito si è spostato sulle ragioni della visita al museo (visite aperte a tutte le scolaresche……..attività museale per elite scolastiche…….museo “aperto” ma non in occasione di mostre…….) e sulle attività laboratoriali che un museo può offrire aldilà delle informazioni puramente “cognitive”.
Ruolo centrale spetta certamente agli operatori,siano essi operatori stabili del museo,insegnanti distaccati,operatori a contratto per conto di privati ecc. La scelta di questi operatori è agire da “animatori” o da semplici guide. Più spesso il problema si riduce all’accoglienza che tuttavia non è attività didattica.
La questione di fondo rimane la fase preparatoria della classe che viene al museo, fase da sempre auspicata ma difficilmente perseguita: il materiale divulgativo offerto non riesce ad affascinare gli insegnanti che debbono “sintetizzarlo” alla classe, né le uscite programmate al museo riescono a superare le diffidenze proprie dell’istituzione scuola,sempre più chiusa in sè stessa.
Gli insegnanti e l’utenza scolastica pongono, si è vero, altri tipi di problemi: i mezzi organizzativi per fare le “uscite”, una didattica più vicina agli interessi e agli sbocchi lavorativi dei ragazzi, disponibilità e formazione di professionalità museali nella stessa scuola.
Un ragionamento su questi temi cade proprio a pennello mentre rileggiamo i classici dell’educazione permanente, come “Descolarizzare la società”di Ivan Illich, scomparso proprio in queste settimane: occorre guardare alle problematiche da una prospettiva più ampia. Guardare al Museo,come alla biblioteca, come alle altre attività culturali pensando a una scuola più grande, che abbracci l’intera società. Descolarizzare equivale a fare didattica di ogni cosa che si presenti ai nostri occhi, e non è solo retorica quello che diciamo:è l’insieme del territorio che si presenta ai nostri occhi come occasione educativa.
Non è casuale che grande impulso alle attività di conoscenza dei beni culturali sia venuto da iniziative quali a Palermo “La scuola adotta un monumento”. Ma l’occasione non si è prestata solo alla conoscenza dei monumenti o della stessa storia della città:i ragazzi hanno imparato a riappropriarsi dei beni del territorio, a fare cultura attraverso le tracce degradate della storia, a guidare altri alla riscoperta di beni appartenenti a tutti.
Lo abbiamo detto in decine di occasioni che la scuola oggi è il baluardo delle istituzioni nel territorio! L’iniziativa che l’allora giunta Orlando ha varato ha dato i suoi frutti nel rendere coscienti i ragazzi che antimafia è in primo luogo riappropriarsi del territorio, o in termini soft “adottare” i beni del territorio.
E’ rimasto ancora molto di quella esperienza. Tante scuole ancor oggi intestano ricerche e uscite scolastiche all’adozione del monumento. La data del 23 maggio è sempre più sbiadita e il Comune di Palermo sembra vedere l’iniziativa un po’ all’acqua di rose.
Noi vogliamo spezzare una lancia a favore della continuità di quell’iniziativa. Vorremmo tuttavia riempirla di maggiori contenuti,nel senso che oggi abbiamo a disposizione molto più materiale documentario per rendere più accessibile l’adozione del monumento stesso.
Il Museo è una delle fonti inesauribili di conoscenza del territorio. Sia esso Archeologico, Storico, Artistico, Etnoantropologico, Archivistico, Naturalistico è una possibilità in più per studiare il territorio che ci circonda. E’ il territorio stesso ad essere museo,basta che si riesca a trattarlo cronologicamente o a porre delle discriminanti nei manufatti che esso presenta.
Quell’esperienza va salvata proprio perché ha messo in campo energie nuove,capaci di superare ostacoli d’ogni tipo,a cominciare da quelli che abbiamo segnalato all’inizio di quest’articolo per la visita dei musei. E’ probabile che l’esperienza del passato ci induca a meno errori, tuttavia vale la pena ritentare e far perno sul museo come base di partenza….
Claudio Paterna
(Pubblicato sul n°3 Anno 19 Settembre - Dicembre 2002)
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